E-RETAIL FINANCE IN ITALIA:
3.250.000 I CONTI ON LINE A FINE 2001 (+ 30% IN 6 MESI)
(Fonte: KPMG Consulting SpA.)
Presentata la quarta edizione della ricerca KPMG Consulting

E-RETAIL FINANCE IN ITALIA:
3.250.000 I CONTI ON LINE A FINE 2001 (+ 30% IN 6 MESI)

Per la fine del 2002 si stimano circa 5 milioni di conti on line.

L’andamento dei mercati finanziari non ha frenato i trader: dai 1.150.000 di giugno 2001 ai 1.600.000 di dicembre 2001 (+40% in 6 mesi).

In crescita i fondi on line (150.000 clienti), mentre sono circa 250.000 i clienti delle assicurazioni sul web.

Milano, 9 aprile 2002 – KPMG Consulting ha reso noti oggi i risultati della quarta edizione del rapporto sull’e-Retail Finance in Italia, che fornisce un’analisi completa del mercato dei servizi finanziari on line e delle sue dinamiche evolutive.

Il rapporto elabora i dati relativi a 53 tra le principali Banche e Sim italiane e per la prima volta prende in considerazione anche il fenomeno delle assicurazioni on line, attraverso i dati forniti da 5 compagnie di assicurazione e broker assicurativi.

Nel settore bancario i risultati fanno registrare un incremento del 30% nel numero di conti di banking on line che, a fine 2001, raggiungono quota 3.250.000. Il dato più significativo però riguarda soprattutto il numero di conti di trading che salgono a 1.600.000, con un incremento del 40% rispetto al primo semestre. L’operatività bancaria vera e propria, pur con una significativa crescita (+60% per le interrogazioni sul conto e + 20% per le operazioni di incasso e pagamento on line), è ancora limitata se si considerano i volumi per cliente: circa 18 interrogazioni su conto e di meno di 2 operazioni di pagamento per cliente in 6 mesi.

Per quanto concerne le previsioni di crescita dei conti on line, aggiornate con questi dati, KPMG Consulting ritiene che i conti di banking a fine 2002 raggiungeranno circa 5 milioni, mentre saranno poco meno di 7 milioni a fine 2003, per arrivare a 7,7 milioni di conti a fine 2004. I conti di trading on line, invece, passeranno dagli 1,6 milioni attuali a 2,6 milioni a fine 2002 e a 3,5 milioni per la fine del 2003.

Il rapporto KPMG Consulting mostra, anche un interessante tasso di crescita per il business dei fondi on line: a fine 2001 erano 150.000 i clienti che avevano sottoscritto fondi on line, il 25% in più rispetto al primo semestre 2001. Questa clientela, di nicchia ed evoluta, continua, conformemente a quanto rilevato nel primo semestre, a mostrarsi più interessata all’acquisto di fondi di Sicav esteri che non a prodotti italiani, che già trovano presso i propri intermediari tradizionali.

Quantitativamente meno significativo, ma comunque estremamente interessante, è il campione di società che forniscono via web servizi assicurativi. Secondo i dati raccolti si può stimare l’esistenza di almeno 250.000 clienti che a fine anno avevano effettuato la registrazione sui siti per ottenere preventivi (prevalentemente di polizze auto) ed eventualmente effettuare acquisti.

L’aumento della base clienti ha modificato i livelli di operatività media: rispetto al primo semestre cresce ulteriormente la quota dei ‘dormienti’, caratterizzati da meno di 3 eseguiti mensili (90,8%), a scapito dei clienti attivi (5,2%) e molto attivi (3,2%). Cresce anche, seppur in leggera misura, la quota dei trader, ‘day’ ed ‘heavy traders’, con più di 33 eseguiti mensili, che rappresentano lo 0,9% del totale.

I volumi negoziati via web sono andati in contro tendenza rispetto all’andamento dei volumi complessivi di Borsa. Infatti gli eseguiti on line sui mercati cash sono aumentati del 15% rispetto al primo semestre 2001 (a fronte di un incremento di Borsa Italiana del 2% sugli stessi mercati) raggiungendo 12,9 milioni di operazioni. Pari incremento si è registrato in termini di controvalore intermediato: l’intermediato on line sul mercato cash del 2° semestre 2001 è stato di circa 108 miliardi di euro (nel 1° semestre 2001 era circa 94 miliardi di euro). A questo valore va aggiunto il controvalore delle operazioni sull’IDEM, che si è attestato intorno ai 75 miliardi di euro, raddoppiato rispetto al 1° semestre.

L’andamento negativo dei mercati ha di fatto rallentato l’operatività dei privati, ma non le negoziazioni sul conto titoli via web. Registrando ulteriori incrementi rispetto al 1° semestre, a fine 2001 l’80% degli eseguiti ed il 78% dell’intermediato sul mercato cash dei privati è stato effettuato on line. Dall’analisi dei dati emerge inoltre un elemento molto interessante: circa 70.000 clienti, riconducibili a 7 intermediari (4 Sim e 3 banche con canale di trading evoluto), hanno effettuato da soli più del 50% dell’intermediato on line e circa il 32% degli eseguiti del secondo semestre.

Per Anna Ponziani, Responsabile Financial Market Research di KPMG Consulting “Il business del trading on line in Italia presenta caratteristiche molto diverse da quelle assunte nel resto d’Europa, soprattutto per l’esistenza di alcune migliaia di traders molto attivi che hanno determinato la crescita dei volumi. In Italia infatti il numero degli eseguiti per conto supera di gran lunga quello degli altri paesi, per avvicinarsi probabilmente agli indicatori che caratterizzano il mercato statunitense.”

La stima delle quote di mercato degli intermediari nel trading on line è stata effettuata, in considerazione dei dati forniti dagli stessi, sul numero di eseguiti e sul controvalore intermediato. Il trade on line continua ad essere molto concentrato, sia pure in misura più contenuta rispetto al 1° semestre 2001. Per quanto concerne gli eseguiti, Fineco guida la classifica, seguito da Directa e dal Gruppo Monte Paschi. La loro quota complessiva è del 49% (era il 56% nel primo semestre). Se consideriamo il controvalore sul mercato cash, Twice sale al primo posto, seguita a breve distanza da Fineco e Directa. La loro quota complessiva è del 44%, anche questa in discesa rispetto al primo semestre (era il 56%). Al quarto posto, in entrambe le classifiche, compare il Gruppo San Paolo IMI.

Gli intermediari esteri, invece, entrati in ritardo nel nostro Paese, si sono trovati deboli sul mercato italiano e pertanto non in grado di competere con gli operatori italiani, anche in considerazione della struttura di pricing che si era già affermata. Per queste ragioni, unitamente alle sopraggiunte difficoltà reddituali emerse nel 2001 in tutti i Paesi europei, la maggior parte delle case madri ha dichiarato fallimentare l’avventura italiana ed ha chiuso la divisione/banca nel nostro paese tra l’autunno e l’inverno 2001. Vincente si è dimostrata invece la strategia di ING, che a fine 2001, poteva contare su più di 75.000 clienti.

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Kpmg Consulting – Financial Services offre servizi e soluzioni mirate per migliorare la competitività di banche, assicurazioni e istituzioni finanziarie. Il servizio Financial Market Research di KPMG Consulting - Financial Services, realizza studi e ricerche su alcune delle tematiche più significative inerenti il settore finanziario tra cui: i rapporti sull’evoluzione del sistema bancario, sull’eRetail Finance, sui costi operativi del sistema bancario, del comparto leasing e del settore assicurativo, sulle fonti di redditività delle banche e il benchmarking sul Risk Management.

Per ulteriori informazioni:

Vincenzo Gagliardi – Partner Responsabile Financial Services – KPMG Consulting SpA- 02/6764.3600
Anna Ponziani - Financial Market Research - KPMG Consulting SpA - tel: 02/6764.3650; email mferretti@kpmg.it
Michele Ferretti – Media Relations – KPMG Consulting SpA - tel: 02/6764.3764; email:mferretti@kpmg.it

Allegato 1: La clientela on line in Italia

Allegato 2: Il profilo della clientela per operatività effettuata

Allegato 3: L’entità degli eseguiti e dell’intermediato on line

Allegato 4: Le quote di mercato dei principali intermediari on line
Quote su controvalore intermediato
Quota per eseguiti

(*) Dati forniti solo relativamente a luglio-ottobre. Il controvalore degli ultimi due mesi è stato da noi stimato.