Msci, venerdì di suspence in Borsa

(www.sole24ore.com       20/11/2001)

MILANO - Il D-day è fissato per venerdì 30. Alle battute finali della seduta la maggior parte dei fondi che seguono gli indici azionari Morgan Stanley faranno scattare le vendite o gli acquisti sui titoli che perdono o guadagnano peso nei panieri, soggetti al primo stadio di revisione seguendo il criterio dell'effettivo flottante sul mercato e non più quello della capitalizzazione totale. La suspence è assicurata, perché si calcola che solo per quanto riguarda l'indice Msci Europe siano coinvolti capitali gestiti per un totale di 650 miliardi di dollari (di cui 50 in gestione passiva e 600 attiva). E, secondo stime di mercato, fino alla settimana scorsa solo il 40% delle posizioni sarebbe stata ribilanciata. Poiché la base per la nuova parametrazione degli indici sarà costituita dagli ultimi prezzi fatti venerdì (per quanto riguarda l'Italia, si terrà conto del prezzo di riferimento, cioè dell'ultimo 10% degli scambi), gli operatori si aspettano importanti scosse d'assestamento per la seduta conclusiva della settimana. Ubs Warburg ha stimato, titolo per titolo, chi vince e chi perde in questo primo round. Per quanto riguarda in particolare l'Italia, facendo riferimento sempre al Morgan Stanley Europe, i titoli più penalizzati dal cambiamento risultano Tim (-0,2 punti il minor peso nell'indice, 1.279 milioni di dollari la pressione potenziale delle vendite dovute agli aggiustamenti di portafoglio del totale dei fondi, attivi e passivi, indicizzati), Eni (780 mln $), Telecom ord. (416), UniCredit (395), Enel (377), SanPaolo-Imi (336), IntesaBci (302), Generali (-258), Ras (-242), Mediaset (-204). Viceversa, i titoli più premiati dalle novità in arrivo sono Telecom rnc (473 milioni di dollari il totale degli acquisti indotti), Seat (273), Bnl (261), Alleanza (251), Luxottica (145), Mps (140), Fideuram (124), Mediolanum (110), Acea (52), e.Biscom (30). Dal paniere escono Sai ord e rnc, Italcementi rnc, Cementir, Rinascente rnc e Impregilo. Entrano invece Seat, Bnl, Alleanza, Luxottica, Mps, Fideuram, Mediolanum, Acea ed e.Biscom. Il ribilanciamento degli indici avverrà in due tappe. Dal 30 novembre verrà applicato alla capitalizzazione di ciascun titolo la metà del fattore di rettifica (vedi tabella) calcolato per adeguarne il peso al suo effettivo capitale flottante. Il 31 maggio del prossimo anno l'operazione verrà completata. Nella definizione di flottante, cioè delle azioni liberamente disponibili sul mercato, verranno comprese le partecipazioni azionarie detenute da individui (non azionisti di controllo, però) o in mano a fondi d'investimento, assicurazioni e fondi pensione. Azioni "non flottanti", che determineranno pertanto un riduzione nella capitalizzazione ponderata della società negli indici, saranno quelle possedute dal Governo, o ad altre società, banche, soci di controllo o manager dell'azienda. Una penalizzazione verrà all'Italia anche in virtù di una maggiore trasparenza degli assetti proprietari (anche quelli "non flottanti"), visibili oltre la soglia del 2%. Altrove la trasparenza sui principali soci scatta a partire dal 5-10% di quota partecipativa. Non sempre le regole "universali" decise da Msci per tutti i suoi indici si prestano a cogliere le specificità dei singoli mercati. È singolare ad esempio che l'unica società quotata italiana a uscire indenne, con la sua piena capitalizzazione, dal ribilanciamento degli indici sia la Banca popolare di Milano che non è certamente un modello di struttura proprietaria. In Borsa infatti è trattata a sconto, a dispetto di tutti gli indici. Riccardo Sabbatini

Giovedí 29 Novembre 2001