HEAVY TRADER IN FORTE CALO

( di Domenico Paparone, 17-10-2000)

 

L’ indagine riguarda il mercato tedesco ma sembra che essa sia valida anche per altri mercati: l’incremento dei daytrader risulta dimezzato rispetto a tre mesi fa, come era nelle previsioni. I dati comunicati da Comdirect, il leader per il mercato tedesco ed europeo, parlano di un incremento del 20% nell’ ultimo trimestre contro il 40% del trimestre precedente. Secondo una recente ricerca di Datamonitor, il mercato leader rimarrà quello tedesco con i suoi 3,4 milioni di clienti al 2004 contro i 2,5 milioni dell’ Inghilterra . Questi dati sono in netto disaccordo con i dati  pubblicati a settembre   relativi ad una ricerca realizzata  da KPMG consulting , che stima in 3 milioni i clienti conquistati dal trading-on-line in Italia al 2003: di questi solo il 4% sarebbe formato da  heavy trader  con piu’ di sei operazioni al giorno, l’ 8% sarebbero trader attivi con 2 operazioni alla settimana, il 22% sarebbero trader tranquilli con 1-2 operazioni al mese, e la maggioranza del 61% sarebbe formata da veri e propri cassettisti.

Un altro dato negativo riguarda gli ordini complessivamente intermediati che avrebbero subito un calo del 20% nell’ ultimo trimestre mentre il numero dei conti aperti tenderebbe ancora ad aumentare, e questo anchee in Italia Infine vi è da considerare l’ aumento continuo delle spese di acquisizione dei nuovi clienti. Una conseguenza di tutto questo potrebbe essere rappresentata dalle difficoltà delle varie società di lanciare nuovi servizi ,sia in Italia sia all’ estero, creando delle nuove società da zero.Il recente merger fra Dab e SelfTrade è un esempio di come le società tenderanno ad espandersi all’ estero, basandosi su acquisizioni o partnership .

Se si osserva il panorama del trading-on-line in Italia, si notano che, per gli stessi motivi, le società come Intesatrade e Xelion non si sono buttati a capofitto nel bacino degli heavy  trader, ma si sono rivolti  soprattutto a quegli italiani che non hanno bisogno solo di un broker  ma anche di un consulente per la gestione della finanza personale.E cio’  spiegherebbe anche il fenomeno della multicanalità  realizzata anche attraverso i negozi finanziari