SUPERBORSA EUROPEA :I PICCOLI ANCORAS AL PALO

(Euromail 22-09-2000)

 

Super Borsa europea: i piccoli ancora al palo Per il risparmiatore, è un bene o un male

Se quella italiana resta una piccola Borsa isolata? Domanda importante con risposta

 difficile. Il "no" inglese alla fusione tra il London Stock Exchange e la Deutsche Borse –

il progetto "iX" di cui si parlava da mesi - non dovrebbe aver chiuso la partita. La voglia

di crescere e confrontarsi con americani e asiatici è troppo impellente. Anche perché

 l'altro progetto pan-europeo,  l' Euronext franco-belga-olandese, va avanti. Difficile

 immaginare che inglesi e tedeschi  restino a guardare. E gli italiani? La Borsa di Milano

 sarebbe dovuta entrare nella partita in un secondo momento, come partner minore,

assieme a quella di Madrid. "Lo stand alone non ci fa paura", assicura il presi-dente

dei banchieri, Maurizio Sella. Ma pensare davvero che, in un mercato sempre più di

giganti, la nostra Borsa possa davvero "correre da sola" è una prospettiva che fa riflettere.

I portavoce dei piccoli risparmiatori per il momento tacciono, evidentemente vogliono

capire prima di parlare. Ma vale la pena ricordare due giudizi recenti. Il primo è quello

 dei piccoli broker britannici. Quando il progetto "iX" sembrava concretizzarsi, hanno

 espresso forti critiche alla super Borsa europea. Avrebbero fatto fatica, dicevano,

a districarsi fra blue chips trattate a Londra, titoli a forte crescita scambiati a Francoforte

 e le small cap su entrambe le piazze (con le frattaglie a Milano e Madrid).

Il secondo parere è di Tommaso Padoa-Schioppa, ex presidente Consob e attuale

 membro del direttivo della Banca centrale europea. Meglio puntare a una rete tra

un numero limitato di mercati, piuttosto che concentrare tutto in un'unica super Borsa

 continentale.