Gestori ottimisti, ma cauti
(dalla redazione, 12/09/2002)
Il favore continua ad andare alle Borse, in special modo all'Europa e, a sorpresa, agli Usa. Ma aumenta il numero di chi crede in una sostanziale stabilità dei corsi azionari di qui a sei mesi. Sono i risultati del sondaggio di settembre.
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L'ottimismo dei gestori ha i toni spenti e una fase di stabilizzazione delle Borse sembra lo scenario più probabile per i sei mesi a venire. È ciò che emerge dal sondaggio condotto a settembre tra i principali money manager italiani ed esteri che vendono i loro fondi in Italia. Il campione degli intervistati rappresenta il 65% degli asset gestiti in Italia.
Usa, sentiment in lieve ripresa. Anche se non c'è accordo sui tempi della ripresa negli Usa, i bassi tassi di interesse, le valutazioni attraenti di svariate società e regole più severe per chi froda la legge hanno indotto il 61,2% dei gestori interpellati a propendere per una ripresa dei corsi azionari statunitensi per i prossimi sei mesi (erano il 52,9% a luglio).
In calo invece il sentiment sull'Europa: scende al 59,2%, dal 64,7% del mese scorso la percentuale di coloro che ritengono probabile un rialzo dei listini del Vecchio Continente (erano addirittura il 79% a giugno) contro il 36,7% di chi propende per una sostanziale stabilità, dal 29,4% di luglio.
A scendere è anche la percentuale di ottimisti sul Giappone: a settembre il 53,1% dei money manager (dal 64,7% di luglio), contro il 32,7% di gestori che si aspetta un Nikkei stabile ai livelli attuali -stessa percentuale dello scorso mese- e un 14,3% di pessimisti, in netta salita dal 2,9% dello scorso mese.
Meno ottimismo sull'Italia. Aumentano le perplessità sulle sorti del listino italiano: gli ottimisti restano sempre una buona percentuale, il 60,9%, ma in netto calo rispetto al 71% di luglio. Un gestore su tre ritiene invece il mercato stabile a sei mesi e solo il 4,3% lo vede in calo.
Se crescita ci sarà a Piazza Affari, questa riguarderà soprattutto il Mib 30, atteso rialzo dal 66% dei gestori, contro il 27,2% di neutrali e il 6,8% dei più pessimisti. Peggiora, invece, l'outlook per il Numtel: già interpellati nei mesi scorsi sulle sorti del listino tecnologico, i money manager ottimisti sono a settembre solo il 26%, contro il 36% di luglio mentre è in salita la percentuale dei neutrali (il 35,8%) e in leggero calo quella dei pessimisti, il 38,2% contro il 40% di luglio.
Poche le novità sul fronte del reddito fisso. I bond vengono visti al ribasso già a partire dalla fine di quest'anno e se il sentiment permane negativo sul debito americano, anche i titoli europei registrano un lieve peggioramento, dal momento che quasi la metà dei gestori ritiene che i corsi scenderanno, contro il 41,2% dello scorso mese.
Euro, si avvicina la stabilità. La moneta unica continuerà a oscillare nei confronti del dollaro: anche se la metà del campione crede in un ulteriore apprezzamento dell'euro, la percentuale è in calo rispetto al 58% di luglio. Sale il numero di quanti si attendono quotazioni invariate (il 37,5%) e di chi (il 12,5%) ritiene che l'euro, nei prossimi sei mesi, ritraccerà nei confronti del biglietto verde.