|
Nuove iniziative in rete: sbatti il tol sul sondaggio (B&F, 16/12/2001) |
|
| Dal 1999 Trading-on-line realizza indagini con la collaborazione dei trader per individuare e migliorare i punti deboli dei fornitori di tol. Internet, quindi, come mezzo per l’accelerazione della competizione tecnologica e commerciale | ||
| Uno dei problemi che il mercato del trading tradizionale ha sempre posto è quello di avere caratteristiche tali da permettere agli operatori di fare praticamente il bello e il cattivo tempo. Ad esempio, pochi si rendevano conto, sino a pochissimo tempo fa, che sarebbe stato assolutamente possibile discutere un ribasso delle commissioni di intermediazione, solitamente fissate al 7% nel circuito bancario. Eppure, oggi le commissioni del 3,5% sono praticamente fuori mercato. E cosa dire del famoso problema degli eseguiti? Solo due anni fa era considerato segno di particolare efficienza per un intermediario fornirli nella stessa giornata di contrattazione. Oggi un eseguito che arrivi in ritardo di qualche decina di minuti è considerato assolutamente inaccettabile. Cosa è successo? Da una parte c’è stata la sostanziale rivoluzione della trasformazione dei titoli azionari da carta a informazione virtuale (dematerializzazione), che ha reso più facili le cose, ma dall’altra internet, grazie alla rapidità di diffusione delle informazioni e alla facilità con cui permette all’utente confronti tra realtà diverse senza costi significativi, ha accelerato la competizione tecnologica e commerciale tra i fornitori di servizi di trading online (tol). | ||
| Iniziativa trading-on-line | ||
|
Alcune iniziative sono sorte in Europa proprio con l’obiettivo dichiarato di accelerare
questo fenomeno, dando anche inevitabilmente un benefico allineamento del mercato del
tol con quello del resto del mondo occidentale. Tra queste, è partita nel 1999 in Italia “Iniziativa trading-on-line”, basata su mezzi di comunicazione tipici di internet, e-mail e web. Nata per idea di Riccardo Parenti, ingegnere genovese che, pur potendo vantare un’esperienza internazionale nelle applicazioni industriali delle tecnologie informatiche più avanzate (reti neurali, ad esempio), ha sempre avuto un particolare interesse per la finanza on line, fino da quando essa era solo accessibile sul mercato telematico Usa. «L’idea di base», dice Riccardo Parenti, «è creare, attraverso il meccanismo delle mailing list, delle piazze virtuali di discussione e confronto per gli utenti dei singoli fornitori di tol, coinvolgendo esplicitamente anche rappresentanti tecnici o commerciali dei fornitori stessi. E poi fare circolare in modo trasparente le informazioni tra le diverse piazze virtuali utilizzando una mailing list trasversale e un sito web dedicato (http://trading-on-line.org). L’effetto è immediato: le informazioni cominciano a girare, le sacche di utenza vengono annullate e nascondersi dietro a un dito, per banche e sim, diventa sempre più difficile. Il limite del meccanismo è che tendono ad aderirvi naturalmente i trader più evoluti, alcune migliaia di utenti che costituiscono la punta di diamante del mondo del trading on line italiano; d’altra parte sono proprio loro che sanno meglio individuare i punti deboli dei sistemi di trading». |
||
| I sondaggi | ||
|
Una delle iniziative più utili a questo riguardo, secondo Parenti, è quella dei sondaggi,
attraverso i quali si cercano orientamenti e risposte da parte degli utenti e poi si
rendono pubblici i dati raccolti al fine di esercitare una pressione costruttiva sui
fornitori di tol, che possono percepire in termini concreti quale sia lo stato dell’arte
medio e quali le aspettative della clientela più avanzata. «Ad esempio», continua l’ideatore del sito, «tra maggio e luglio di quest’anno abbiamo realizzato un sondaggio articolato sulle modalità e sull’effettiva richiesta della cosiddetta funzionalità stop-loss o Erp, cioè di quel particolare automatismo che permette al trader di preimpostare i livelli di esecuzione di un suo ordine di vendita che verrà quindi eseguito dal sistema senza supervisione nel caso in cui il titolo a cui si riferisce scenda sotto un certo livello di prezzo».
Si tratta di una funzionalità normalmente disponibile sul mercato americano, prevista
teoricamente dal sistema informatico di Borsa italiana, ma di fatto mai attivata anche
per il timore che eventuali malfunzionamenti generassero una serie infinita di richieste di
rimborso. «Interessante poi», conclude Parenti, «anche l’ultimo sondaggio realizzato, che ha riguardato il tempo medio di inoltro degli ordini passati per via telematica all’operatore. I dati possono essere commentati in vario modo, ma risulta subito evidente che oggi come oggi, in Italia, la velocità dei sistemi tol è migliorata in modo notevole: la media delle risposte è centrata sui 5 secondi di tempo di attesa. Vale la pena ricordare come meno di due anni già sembrasse una meraviglia la possibilità di inoltrare gli ordini via modem in qualche minuto alla sim e neanche ci si preoccupava di controllare il tempo necessario perché gli ordini stessi entrassero in fase di contrattazione. Oggi abbiamo il 68% dei votanti abituato a vedere inoltrato il proprio ordine in meno di 10 secondi; il 56% in meno di 5 secondi; il 35% addirittura in meno di 3 secondi. D’altra parte va sottolineato come esista ancora un 23% che deve aspettare più di 20 secondi e, addirittura, un 8% che vede in media inoltrare il proprio ordine dopo più di 10 minuti. Uno sfortunato (e un po’ scoraggiato) 6% dei votanti afferma di attendere "un tempo indeterminato e variabile". Si tratta sicuramente di dati che fanno riflettere». |
||
| Lavori in corso | ||
|
In questo momento è in corso sul sito un sondaggio che vorrebbe evidenziare quale
siano le aspettative dell’utenza evoluta verso la possibilità di effettuare la vendita
allo scoperto. Nell’indagine, si chiede al campione di utenza di individuare le modalità,
i costi ritenuti equi, il campo di applicazione e altri parametri significativi. Questa inchiesta, i cui risultati vengono pubblicati sul sito a mano a mano che si formano, verrà poi diffusa capillarmente tra le varie società di intermediazione in modo da innescare la competizione anche su questo tema. Alla data attuale, apparirebbe evidente come questo potrebbe essere uno dei temi caldi del prossimo semestre: oltre il 55% degli intervistati dichiara di ritenere utile questa possibilità. «Uno dei risultati più sorprendenti», commenta ancora Parenti, «è stato quello di un sondaggio realizzato verso l’inizio del 2000 centrato sulla opportunità di pretendere da banche e sim tutele legali esplicite contro i malfunzionamenti dei sistemi informatici tol. Naturalmente ci si aspettava che la maggioranza degli utenti desiderasse essere maggiormente tutelata in questo senso. Il sondaggio ha invece evidenziato che l’utente avanzato non si cura affatto di questo aspetto, anche se ama lamentarsene. Inutile dire che il livello di tutela legale su questo aspetto non è, da allora, mutato in alcun modo. Anzi, alcune società di intermediazione hanno pensato bene di riformulare i contratti in essere inserendo clausole ancora più conservative e a loro favorevoli in questo senso». |