Analisi Tecnica Medie Mobili
Tra gli indicatori più popolari ed efficaci si annoverano senza dubbio le Medie Mobili. Scopo fondamentale delle medie mobili è quello di ridurre al minimo le fluttuazioni dei prezzi dei titoli al fine di depurare le quotazioni dalle distorsioni derivanti dal nervosismo dei mercati (il cosiddetto "rumore" del grafico), rendendo la tendenza più regolare e, quindi, di più chiara interpretazione.

Esistono varie tipologie di medie mobili: la media mobile semplice; la media mobile ponderata; la media mobile esponenziale.

La media mobile semplice è quella meno complicata da calcolare. Si sommano i prezzi di chiusura di un numero "n" di giorni e si divide il risultato per il numero dei giorni stessi. Questo è uno strumento molto semplice da calcolare e utilizzare che presenta però il lieve inconveniente di tenere in uguale considerazione le quotazioni più remote e quelle più recenti. Viene quindi data la stessa importanza a ciò che è successo ieri ed a ciò che è accaduto tempo addietro.

La media mobile ponderata si differenzia dalla semplice in quanto presenta la caratteristica di tenere in maggior rilievo i valori recenti rispetto ai remoti. Essa si calcola attribuendo una peso via via maggiore ai prezzi più recenti.

Terzo tipo di media è quella esponenziale. Essa assume lo stesso significato della media ponderata in quanto la sua funzione è essenzialmente quella di dare un maggior peso ai prezzi più recenti. Questo tipo di media è la più complessa da calcolare.

Sebbene la media semplice sia la meno complessa, si è rivelata la più attendibile.

Come si può verificare, le tre medie si comportano in maniera similare. Delle tre la ponderata si dimostra la più sensibile, mentre la semplice si muove in maniera meno nervosa. In precedenza è stato evidenziato come le medie siano degli strumenti che meglio ci permettono di identificare la tendenza di un titolo in quanto depurano i prezzi dal nervosismo del mercato, fungendo nel contempo da supporto e resistenza dinamica. L’utilizzo delle medie è estremamente semplice: viene, infatti, generato un segnale di acquisto nel momento in cui i prezzi del titolo sfondano al rialzo la linea della media mobile; viene, viceversa, generato un segnale di vendita quando la linea della media viene perforata dall’alto verso il basso.
Nel grafico a fianco si può notare come, oltre ad aver generato degli ottimi segnali di intervento, la media abbia anche costituito un forte supporto per i prezzi tra fine novembre ed i primi di dicembre.

In sintesi, se il titolo si trova ad essere "sostenuto" dall’andamento della media ci troviamo in una fase rialzista con la media che funge da supporto dinamico. Se, viceversa, il titolo si trova ad essere "respinto" dall’andamento della media, ci troviamo in una fase ribassista con la media che funge da resistenza dinamica. Se si utilizzano le medie ponderata ed esponenziale si può ottenere una conferma o una anticipazione del segnale nel momento in cui cambiano direzione.

Vista la semplicità di interpretazione delle medie, la bravura dell’analista sta nel decidere, in base alla sua esperienza ed alle sue conoscenze qual è la media più adatta da utilizzare in quel determinato momento di mercato. Ci sono certamente delle regole generali, ma l’esperienza e la sperimentazione sono molto importanti.

La cosa più importante da decidere è la "velocità" della media (il "dominio", ovvero il periodo di tempo su cui è calcolata). Se ne prendiamo una veloce genererà molti segnali di intervento che aumentano le probabilità di errore. Il vantaggio di queste medie brevi è che sono molto repentine nell’interpretare ogni minima variazione di tendenza. Se vogliamo lavorare con maggiore tranquillità, dovremo rivolgerci all’utilizzo di medie più lunghe che, però, hanno lo svantaggio di ritardare gli interventi. A parità di altri fattori il dominio della media mobile dovrebbe essere tanto più lungo quanto più è alta la volatilità dell’attività finanziaria analizzata, al fine di ridurre il numero di falsi segnali. Il tutto, quindi, dipende dalla velocità con cui vogliamo operare e dal rapporto profitto/rischio.

Un buon compromesso consiste nell’utilizzare due medie semplici, una più "veloce" ed una più "lenta": in tal modo, quando la media più veloce taglia dal basso verso l’alto quella più lenta si ha un segnale di acquisto; quando, invece, la media più veloce taglia dall’alto verso il basso quella più lenta si ha un segnale di vendita. Le medie mobili sono uno strumento trend following che funziona bene quando la tendenza del mercato è chiaramente rialzista o ribassista. Non si possono invece utilizzare le medie mobili quando il mercato è in una fase laterale perché darebbero luogo a continui incroci fra di loro e con il grafico dei prezzi generando confusione e falsi segnali. I sistemi automatici di programme trading basati sulle medie mobili funzionano infatti molto bene nelle fasi di mercato trending ma danno pessimi risultati nelle fasi trading, perché portano a concentrare gli acquisti nella parte alta della banda di congestione e le vendite in quella bassa. (con un effetto "ping-pong" poco piacevole per il trader!).

Per quanto riguarda la scelta del dominio, in linea di massima si può seguire lo schema seguente:

per interventi di brevissimo, tra 5 e 13 periodi;
per interventi di breve, tra 14 e 25 periodi;
per interventi di medio, tra 26 e 49 periodi;
per interventi di medio-lungo, tra 50 e 120 periodi;
per interventi di lungo, tra 121 e 300 periodi.

Particolarmente importanti nel mercato borsistico sono la media mobile a 200 giorni (per individuare il trend di lungo periodo dell’indice e dei singoli titoli) e quella a 65 giorni (per il mercato dei future).

(Indicatori principali) Indice (RSI)