Analisi Tecnica Momentum
Come abbiamo visto nell’introduzione, tutti gli Indicatori (RSI, MACD, Stocastico, ecc.) misurano il momentum, ovvero la forza del movimento dei prezzi. Esiste poi un indicatore che è chiamato proprio Momentum, perché la sua costruzione dà una misura dell’inclinazione del grafico, ovvero della sua direzionalità e dell’accelerazione-decelerazione del movimento in atto.

Il Momentum misura l’entità del cambiamento nei prezzi di un titolo in un determinato periodo di tempo.
La formula per calcolare questo indicatore è la seguente:

M=(Chiusura-Chiusura di n-periodi fa)

n=10 giorni fa (molto spesso si utilizza questo periodo, però nulla vieta che venga modificato a seconda dell’operatività.
Siccome poi il Momentum può essere utilizzato anche per l’infra-day invece dei giorni si possono utilizzare le ore o i minuti).

La posizione sopra o sotto la linea dello zero segnalano la positività o negatività del trend sul periodo considerato. Molto importante sarà perciò l’attraversamento di tale linea, perché segnala un’inversione del trend. Quando il mercato è in una fase di congestione laterale – fase trading – l’oscillatore graviterà attorno alla linea dello zero generando continuamente falsi segnali. Vale a questo proposito quanto ricordato nell’introduzione (v. Indicatori principali): è indispensabile capire se la fase in atto è trending oppure trading ed agire di conseguenza. Il Momentum non è un oscillatore, perché non esistono limiti teorici superiori o inferiori, e quindi non esistono neppure fasce precise di "ipercomprato" e di "ipervenduto".

L’utilizzo di questo tipo di oscillatore comporta dei problemi di "scala": siccome misura una differenza in valore assoluto, e non in percentuale, rende impossibile confronti tra i valori del Momentum relativi a titoli diversi, e persino dello stesso titolo in periodi in cui la quotazione diverge sensibilmente.

Per ovviare al problema di scala esiste un semplice espediente, che consiste nel ricorrere non già alla differenza bensì al rapporto tra il prezzo di chiusura di oggi e quello di "n" giorni (o periodi) precedenti. In questo modo si misurano differenze percentuali e non assolute, consentendo di utilizzare lo strumento per titoli od indici con valori completamente differenti tra loro. Questo oscillatore si chiama ROC (Rate of change) ed oscilla attorno ad 1: valori sopra 1 segnalano un trend positivo nel periodo considerato; valori inferiori ad 1 segnalano un trend negativo. L’utilizzo del ROC è in tutto e per tutto analogo al Momentum.

(Stocastico) Indice (Il decalogo del trader)