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Lo stop loss: parlano i trader
(Domenico Paparone, 27-12-2000) |
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| Marco Baldisserotto | ||
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Come molti sanno l'ordine stop o ERP (esponi a raggiungimento prezzo) è un ordine
(in genere limitato e in questo caso si parla di stop-limit) che viene mandato sul mercato
solo al raggiungimento o al superamento di un determinato prezzo e di conseguenza
viene utilizzato sia come stop-loss sia come stop-profit. E' importante però osservare che questi tipi di ordine non vengono, per motivi sui quali si potrebbe aprire una discussione a parte, gestiti dalla borsa italiana (almeno per ora) e di conseguenza questo "servizio" viene svolto esclusivamente dalle sim o dalle banche. La qualità di questo servizio è misurabile esclusivamente dal tempo che intercorre tra l'esecuzione del primo prezzo stop e l'arrivo sul mercato dell'ordine (si deve pertanto considerare il differimento con cui la sim riceve i prezzi e i tempi necessari per l'attivazione, l'invio e la ricezione da parte della borsa dell'ordine). Questo ritardo, che evidentemente sarebbe praticamente nullo se l'ordine fosse gestito direttamente dalla borsa, genera il cosiddetto slippage, cioè la differenza tra il prezzo di esecuzione ed il prezzo stop, che, in media, è direttamente proporzionale ai tempi di invio. L'opinione che mi sono fatto è che l'ordine stop non viene offerto (assieme ad altri interessanti tipi di ordine) dalla stragrande maggioranza dei fornitori di tol (sull'azionario tutti) proprio per quanto appena detto, cioè in pratica non si sentono nella condizione di poter garantire la corretta e costante operatività (vedi i non rari blocchi e disservizi che accusano, chi più chi meno, tutti i servizi di tol). Forse questo motivo è anche la risposta ad una domanda che mi sono sempre fatto: Perchè ogni giorno nascono nuovi servizi di tol sull'azionario tanto che se ne contano ormai a decine, mentre sui derivati sono solo alcune? Tantopiù se si considera che su quest'ultimi l'ordine stop diventa indispensabile. | ||
| Gasperoni Ferruccio | ||
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Qualche breve chiarimento su un tema che a molti sembra scontato, ma che invece è veramente difficile sia da applicare alla lettera, sia da trovare il giusto livello cui fissare uno stop. Nessuno riesce sempre a comprare ai minimi e vendere ai massimi, riesce spesso, ma non sempre, è difficile, tanto più fissare lo stop. Gli stops sono di 2 tipi: 1)stop loss, per stoppare in perdita 2)stop gain per stoppare in guadagno(preferisco quest'ultima). Ora per chi opera in daytrading lo stop dovrà essere stretto, per chi fa scalping lo stop dovrà essere strettissimo(io mai più di un tick o 2), per chi opera nel breve o nel medio deve allentare la presa e rilassarsi ed abituarsi a vedere spesso perdere i profitti accumulati prima che il titolo raggiunga lo stop oppure a vedere incrementare le perdite, poichè i suoi stops sono più larghi e lontani del previsto e questo comporta che alla fine, se lo stop viene applicato si avrà preso molto tempo e molto denaro. Magari 2 giorni dopo il titolo inizia un rialzo storico e ci si fa bastonare dalla moglie, dicendosi quanto sono stato cretino. Ma l'efficacia dello stop è unica, al meno io la penso così. Vi racconto una storia di Larry Williams che serve a dimostrare quanto sia utile, molti di voi si vedranno nei suoi panni. Williams(noto trader sui futures) era convinto di un rialzo imminente su un titolo(ora non ricordo quale) e perciò decise di entrare ad una certa soglia. Ebbene entrò pesante(si parla di vari milioni di dollari) e il titolo non reagì subito come previsto. Lui un professionista, forse il migliore al mondo sapeva che il titolo doveva salire, e perciò quando il titolo calò di qualche punto percentuale non uscì, anzi incrementò proprio a livello dello stop. Il titolo scese ancora, e lui incrementò di nuovo ,credendo che quei livelli erano ottimi per comprare e che a quei prezzi solo un pazzo non l'avrebbe fatto. Era ancora convinto che il titolo sarebbe partito, ma intanto le perdite aumentavano. Il fatto sta che non usò quella flessibilità che ogni trader deve avere (guardando in faccia alla realtà che non c'era il rialzo), e non fu rigoroso nel rispettare lo stop loss. Ebbene uscì dopo che aveva spostato per 3 o 4 volte lo stop loss e dopo averlo abbassato di volta in volta uscì con una perdita di vari milioni di dollari. Il bello deve ancora venire, infatti poco tempo dopo il titolo partì al rialzo come aveva detto(lui non entrò più credendo in un falso segnale) e il titolo salì di oltre il 100%. Ora penso (sebbene anch'io ogni tanto faccio gli sbagli di williams), ma non era meglio stoppare al primo stop e poi rientrare in seguito, quando si vedeva che il titolo partiva. Sì, infatti; ma il problema sta a saper fissare lo stop al momento giusto e al livello giusto. Ora io do il mio contributo alla causa, questi sono cenni di come poter fissare uno stop loss, è chiaro che non esiste una regola valida per tutte le occasioni, ma almeno provo a dare qualche indicazione. Innanzitutto quando sono nell'intraday a operare oppure sto scalpando sui cw, tengo sempre il dito sull'ok della revoca, perchè la prima regola è la flessibilità e se non si è pronti a revocare, allora si va a finire male la maggior parte delle volte. -Se un titolo è in congestione stop sotto supporto, magari se inverte si torna quando avviene il breakout della resistenza(prima supporto). -Se è un trend al rialzo stop sotto minimo relativo precedente, o dopo un doji e un reversal bar(sotto il minimo del secondo° giorno), o dopo 2 reversal bar(sotto il minimo del secondo giorno) -Se acquisto oltre un resistenza , stop sotto resistenza oppure stop sotto il minimo della barra di rottura. -Inoltre per chi usa pivots ed entra sui supporti stop un paio di ticks sotto il supporto. Poi ci sonno altri patterns e configurazioni (esempio zuppa di tartaruga ,ecc) che dicono che lo stop va fissato sotto la barra di buy nei patterns intraday e giornalieri. Usare la testa e un po di fortuna sono sempre la miglior cosa. Lo stop gain invece è importante quanto lo stop loss, perché qualora si è in gain, sappiamo che possiamo stoppare i nostri profits, e pagare le commissioni. I migliori stop gains(tp) sono da fissare alle resistenze, meglio uno o due ticks sotto, tanto per evitare di trovarsi negli ingorghi delle 100 persone che acquistano ecc,ecc. Ogni volta che arrivo al tp, alzo lo stop gain Spero di essere stato utile a qualcuno | ||
| Giuseppe Brindisi | ||
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Un nostro amico mi ha chiesto di esprimere concetti semplici ma efficaci sullo stop loss. Stop loss (ferma la perdita) è il prezzo limite che se superato impone la vendita immediata degli strumenti finanziari oggetto di trading. Quali sono i criteri logici per stabilire il prezzo oltre il quale vendere? Il primo criterio è di stabilire un limite che fermi le perdite prime che siano rovinose per le disponibilità del trader. I casi limiti sono quelli del trader con possibilità inf inite e del trader con zero possibilità. In questi casi lo stop loss non è per niente necessario. Quindi lo stop loss è riferito ad una perdita sopportabile. Allora può essere semplicemente fissato con una percentuale di perdite oltre la quale vendere. 10% 15% del valore investito. Dipende dalla sopportabilità di chi investe. Altro criterio è di stabilire una percentuale massima di perdita del gain fatto. 50% per alcuni, 40% per altri. Il criterio legato all'ampiezza dell'oscillazione dei prezzi si basa sulla deviazione standard. Essa stabilisce il range entro il qual è comprese la quasi totalità dei prezzi oscillanti. Se si va oltre questo range significa che il trend sta cambiando e quindi l'oscillazione si sposta verso valori maggiori (negativi o positivi a seconda che il trend devi verso il basso o verso l'alto) Per un trading molto prudente si utilizzerà un valore pari alla deviazione standard, per trading piu'rischiosi si può raddoppiare tale valore. Le banda bassa di Bollinger, (costruite in base alla deviazione standard) è un ottimo valore di stop loss. Il concetto fondamentale è che lo stop loss deve salvaguardare dal cambiamento in negativo del trend non dalle fisiologiche oscillazioni che avvengono nell'ambito del canale in cui si sviluppa il trend. Allora il problema è "di quanto puo' inclinarsi in giù la trend line senza che io mi preoccupi?" La trend line può oscillare dal valore positivo considerato a quello di movimento completamente laterale (orizzontale) a quello pericoloso con andamento negativo . Il margine dell'oscillazione massima nell'ambito del proprio canale sommato al valore negativo di rotazione del trend costituisce uno stop loss che evita uscite anticipate e perdite gravi, Esempio: Azione comprata a lire 13.49; la deviazione standard dell'ultimo mese è pari circa al 15% . Lo stop loss è 13,49- 15% = 11.47 euro. Lo stop loss così ottenuto va aggiornato con il variare del prezzo |