Vendite allo scoperto: la nuova frontiera del tol
(Zavatarelli, B&F, 11-11-2001)
La gamma dei servizi offerti agli investitori si sta allargando.
L’ultima novità è la possibilità di andare corti anche sui titoli.
Per il momento solo Mediosim la offre, ma molte altre società si stanno attrezzando.

Il trading online è in continua evoluzione. Non passa giorno che una società non proponga aggiornamenti del servizio o aggiunga la possibilità di operare su nuovi mercati oppure abbassi le commissioni di negoziazione.
L’ultima novità, in termini di prodotti offerti, arriva da Mediosim (www.inborsa.it), che è l’unica al momento che permette agli investitori di andare corti sui titoli, ossia come si usa più comunemente di vendere allo scoperto.
In realtà questa possibilità i clienti della sim del gruppo Banca di Roma ce l’hanno sempre avuta ( vedere intervista all’amministratore delegato della società nella pagina seguente), ma per volere dei vertici non è mai stata troppo pubblicizzata vista la rischiosità e l’elevata conoscenza dei mercati richiesta.
In pratica vendere allo scoperto significa giocare al ribasso su un titolo o, per chi ha già dimestichezza con i future, andare corti su un titolo.
Da un punto operativo significa vendere un titolo che non si possiede a un determinato prezzo ritenendo di poterlo comprare a un prezzo più basso, nel corso della stessa seduta oppure a distanza di giorni.
Quindi, contrariamente a quanto avviene normalmente, quando la perdita massima corrisponde all’intero capitale investito, il rischio in questo caso è quello di subire perdite superiori al 100%, visto che non esiste un limite fisiologico al rialzo di un titolo (come è lo 0 nella fase discendente).

Non esiste una normativa specifica riguardante la vendita allo scoperto.
L’importante è che il trader abbia i titoli al giorno della liquidazione, ossia tre giorni dopo la prima operazione: per fare questo un privato può chiudere la posizione in giornata oppure ricorrere al prestito titoli.
Il prestito titoli, pratica ancora poco usata in Italia, è un contratto di mutuo garantito con scadenza determinata dalle due parti al momento della stipula, nel quale chi riceve i valori mobiliari deve versare alla controparte una somma corrispondente all’ammontare dell’investimento più una percentuale, stabilita in base alle caratteristiche e all’andamento dell’azione in questione.
Si capisce così che è meno oneroso per il cliente richiedere il prestito su un’azione del Mib30 rispetto alle condizioni che si otterrebbero con un titolo con scarso flottante e con elevata volatilità (uno di quelli appartenenti al Nuovo mercato per fare un esempio).

Nel trading online, come detto in precedenza, solo Mediosim offre questa possibilità all’ 11-11-2001 ma il mercato è in fermento anche su questo fronte.
Eptatrading e Twicetrade dovrebbero integrarlo nei propri servizi entro pochi mesi, Intesatrade, Banca Sella e altre ancora si sono dichiarate a favore di questo tipo di operazione e stanno portando avanti i vari progetti per riuscire a offrirlo nell’arco dei prossimi sei mesi. Una cosa fin da ora è certa l’offerta sarà rivolta solamente ai trader più esperti, evitando così che si possano verificare le situazioni avutesi con i covered warrant, sui quali la disinformazione e la complessità del prodotto hanno spesso giocato brutti scherzi agli investitori.
I quali si sono, peraltro si sono dimostrati favorevoli, in linea di massima a questo tipo di operazioni.
Anche se le poche risposte che sono giunte al sondaggio lanciato tramite il newsgroup it.economia.borsa.trading-online e la mailing list trader-online dimostrano che sono pochi i trader preparati sull’argomento.