La gamma dei servizi offerti agli investitori si sta allargando.
L’ultima novità è la possibilità di andare corti anche sui titoli.
Per il momento solo Mediosim la offre, ma molte altre società si stanno attrezzando.
Il trading online è in continua evoluzione. Non passa giorno che una società non proponga
aggiornamenti del servizio o aggiunga la possibilità di operare su nuovi mercati oppure
abbassi le commissioni di negoziazione.
L’ultima novità, in termini di prodotti offerti, arriva da Mediosim
(www.inborsa.it), che è l’unica al momento che
permette agli investitori di andare corti sui titoli, ossia come si usa più comunemente di
vendere allo scoperto.
In realtà questa possibilità i clienti della sim del gruppo Banca di Roma ce l’hanno sempre
avuta ( vedere intervista all’amministratore delegato della società nella pagina seguente),
ma per volere dei vertici non è mai stata troppo pubblicizzata vista la rischiosità e
l’elevata conoscenza dei mercati richiesta.
In pratica vendere allo scoperto significa giocare al ribasso su un titolo o, per chi ha già
dimestichezza con i future, andare corti su un titolo.
Da un punto operativo significa vendere un titolo che non si possiede a un determinato prezzo
ritenendo di poterlo comprare a un prezzo più basso, nel corso della stessa seduta oppure a
distanza di giorni.
Quindi, contrariamente a quanto avviene normalmente, quando la perdita massima corrisponde
all’intero capitale investito, il rischio in questo caso è quello di subire perdite superiori
al 100%, visto che non esiste un limite fisiologico al rialzo di un titolo
(come è lo 0 nella fase discendente).
Non esiste una normativa specifica riguardante la vendita allo scoperto.
L’importante è che il trader abbia i titoli al giorno della liquidazione, ossia tre giorni
dopo la prima operazione: per fare questo un privato può chiudere la posizione in giornata
oppure ricorrere al prestito titoli.
Il prestito titoli, pratica ancora poco usata in Italia, è un contratto di mutuo garantito
con scadenza determinata dalle due parti al momento della stipula, nel quale chi riceve i
valori mobiliari deve versare alla controparte una somma corrispondente all’ammontare
dell’investimento più una percentuale, stabilita in base alle caratteristiche e
all’andamento dell’azione in questione.
Si capisce così che è meno oneroso per il cliente richiedere il prestito su un’azione del
Mib30 rispetto alle condizioni che si otterrebbero con un titolo con scarso flottante e
con elevata volatilità (uno di quelli appartenenti al Nuovo mercato per fare un esempio).
Nel trading online, come detto in precedenza, solo Mediosim offre questa possibilità
all’ 11-11-2001 ma il mercato è in fermento anche su questo fronte.
Eptatrading e Twicetrade dovrebbero integrarlo nei propri servizi entro pochi mesi,
Intesatrade, Banca Sella e altre ancora si sono dichiarate a favore di questo tipo di
operazione e stanno portando avanti i vari progetti per riuscire a offrirlo nell’arco
dei prossimi sei mesi. Una cosa fin da ora è certa l’offerta sarà rivolta solamente ai
trader più esperti, evitando così che si possano verificare le situazioni avutesi con i
covered warrant, sui quali la disinformazione e la complessità del prodotto hanno spesso
giocato brutti scherzi agli investitori.
I quali si sono, peraltro si sono dimostrati favorevoli, in linea di massima a questo
tipo di operazioni.
Anche se le poche risposte che sono giunte al sondaggio lanciato
tramite il newsgroup it.economia.borsa.trading-online e la mailing list trader-online
dimostrano che sono pochi i trader preparati sull’argomento.
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