Vendite allo scoperto: cosa ne pensano i trader
(B&F, 11-11-2001)
Si può fare ma…

La parola adesso ai diretti interessati: i trader online.
Borsa & Finanza ha fatto un sondaggio su come la pensano tramite il newsgroup borsa.trading-online e la mailing list trading-on-line (collegata al sito http://trading-on-line.org).
I commenti sono positivi anche se non molti aspettano i termini delle varie offerte per dare un reale giudizio al servizio.
G.Corradini, ad esempio, scrive «Possibilità di vendere allo scoperto? Ben vengano. Siccome, però, ci sarà l'obbligo di ricoprirsi entro la fine della giornata, non è che qualcuno potrà disporre in tempo reale dei dati relativi ai "titoli scoperti" e così verso le 16.30/17.00 andare a "fare un po' di spesa" per poi rivenderli quasi sicuramente nel giro di poco tempo con la quasi certezza di un buon profitto? Ovviamente questi "Signori" potrebbero essere quelli che chiamiamo investitori istituzionali. Altra caratteristica importante sarà il prezzo del servizio».
A Corradini fa eco Marco Baldisserotto.
«Sono favorevole alla possibilità di andare corti su un titolo, con il congelamento di una somma pari ad un margine di garanzia (al massimo il 100%) e un margine di variazione, ma senza l'obbligo di ricopertura a fine giornata».
Stesso punto di vista espresso anche da Enrico Impallomeni che spiega, «Dal punto di vista dell'utente la ricopertura in giornata e' un vincolo stretto che può essere penalizzante e, dal punto di vista della sim, mi sembra una richiesta ragionevole poter prevedere che il mercato vada contro all'investitore e il prezzo dell'azione venduta allo scoperto aumenti, anche sensibilmente. Bloccare il doppio dell'importo in gioco mette al sicuro la sim. Lo ritengo ragionevole se non ci sono apprezzabili commissioni per il prestito titoli. In caso ci siano commissioni superiori al 1-2%/mese, ritengo che ci si potrebbe limitare al 100%-150%, tanto più elevato quanto più lungo è il prestito titoli».

L’investitore aggiunge anche di considerare le commissioni che saranno richieste dalla sim per il prestito titoli, in quanto costi elevati porterebbero a uno scarso utilizzo dello strumento da parte dei privati.

Un aspetto che rende attraente questo tipo di operatività è quello di contrapposizione con i covered warrant.
Giovanni di Blasi dice, «credo che sia una buona alternativa ai cw, permetterebbe l'operatività sul mercato al ribasso ed io l'apprezzerei se il mio fornitore di trading online ne desse la possibilità», mentre Giuseppe aggiunge, «è sicuramente il modo corretto per poter operare al ribasso: i covered presentano delle notevoli disparità tra le controparti: market maker e trader. Naturalmente dovrebbe funzionare con la formula più amplia del prestito titoli, per cui: con corrette coperture richieste dagli intermediari (non il doppio – come accade ora - che copre la sim per un incremento del 300%) e senza l'obbligo di ricoprirsi a fine giornata. Capisco il vincolo dei tre giorni, ma negli Usa è uno strumento ampliamente utilizzato e non vedo perché dovremmo rimanere indietro anche su questo».

Infine ancora Impallomeni lancia una possibilità di utilizzo della vendita allo scoperto che va contro quanto appena sostenuto dai suoi due colleghi.
«La vendita allo scoperto e' da prevedere solo per le azioni o anche per altri titoli e derivati? In particolare ne vedrei un'applicazione interessantissima proprio per i covered warrants: se, pagando una commissione ragionevole, posso vendere allo scoperto, diventa molto conveniente vendere allo scoperto delle call, piuttosto che comprare delle put, in quanto rivolto a mio favore l'effetto negativo del deprezzamento nel tempo. Infatti quando riacquisto la call sarà deprezzata per effetto del tempo, anche a pari quotazione sottostante e altri fattori in gioco. Quindi e' ovvio che, a maggior ragione in questo caso, bisognerà pagare una commissione. Tutto sta a vedere se tale commissione è equa nei confronti di entrambe le parti, e se c'è disponibilità a questo tipo di servizio».