Lo stop loss/1: inizia l'anno zero
(Simone Zavatarelli,B&F, 20-1-2001)
Nonostante la domanda dei trader sia elevata, le società di trading online che offrono la possibilità di immettere ordini con prezzo limite sono ancora poche.
Il mercato, però si sta movendo e entro pochi mesi l’offerta dovrebbe aumentare sensibilmente.

Nel mondo finanziario circola una leggenda su Larry Williams, uno dei più famosi trader sui future.
Williams, convinto di un rialzo imminente su un titolo, decise di entrare ad una certa soglia. Investì vari milioni di dollari, ma il titolo non reagì subito come previsto.
Lui, un professionista, forse il migliore al mondo, era convinto che il titolo doveva salire, e perciò quando il titolo calò di qualche punto percentuale non uscì, anzi incrementò proprio al livello dello stop.
Il titolo scese ancora, e lui incrementò di nuovo, credendo che quei livelli erano ottimi per comprare e che a quei prezzi solo un pazzo non l'avrebbe fatto.
Era ancora convinto che il titolo sarebbe partito, ma intanto le perdite aumentavano.
Il problema è che non usò quella flessibilità che ogni investitore deve avere, guardando in faccia alla realtà, e non fu rigoroso nel rispettare il livello di uscita prefissato.
Ebbene uscì dopo che aveva spostato per 3 o 4 volte lo stop loss, oppure erp, con una perdita di vari milioni di dollari.
Il bello deve ancora venire, infatti poco tempo dopo il titolo partì al rialzo come aveva detto, ma lui non acquistò più credendo in un falso segnale, e il titolo salì di oltre il 100%.
Forse avrebbe fatto meglio, e sicuramente avrebbe risparmiato, a vendere il titolo raggiunto il primo stop per poi rientrarvi quando ci fossero stati i primi segnali di ripresa.

Questo breve racconto serve a dimostrare quanto sia utile lo stop loss, soprattutto per gli investitori non professionisti, ma che vogliono avere a disposizione uno strumento di difesa contro gli scivoloni repentini delle azioni e dei coverei warrant.

Offerta limitata
Nel mondo del trading online, purtroppo, le società che danno la possibilità di immettere questa tipologia di ordini è ancora piuttosto esiguo.
Al fianco di Mediosim, che ha introdotto gli stop sui derivati dal giugno 2000 e che lunedì 22 gennaio farà partire anche la piattaforma per la gestione degli stop sull’azionario, ci sono Banca Aletti, la prima a offrire la possibilità di immettere un ordine con erp mobile (vedere intervista a pagina xxx), Banca Sella e Eptatrading.
Le prime indicazioni che giungono dalle società sono positive sull’effettivo utilizzo da parte della clientela di ordini con stop.
«La possibilità di fissare stop loss sui titoli azionari si è dimostrata estremamente utile nell'agevolare e semplificare l'operatività di due differenti tipologie di clienti», commenta Alberto Dellavalle, responsabile del trading online di Banca Sella.
«Da una parte l'heavy trader, ossia gli investitori più attivi, che dovendo gestire al meglio i numerosi titoli in portafoglio, necessita di uno strumento di supporto per ripararsi tempestivamente dalle oscillazioni borsistiche, dall'altra l'appassionato che, dovendo dedicarsi ad altre attività, necessità di un monitoraggio automatico del mercato per mantenere costantemente il rischio sotto controllo minuto per minuto».

La domanda, al contrario, è molta e le società si stanno progressivamente attrezzando per accontentare i clienti. «È stato il numero elevato di richieste arrivateci dai nostri utenti a procedere con l’implementazione del sistema», conferma Gabriele Bodo, responsabile del prodotto a Gestnord.
«La fase di test è quasi conclusa e il servizio dovrebbe essere disponibile sicuramente entro la fine di febbraio».

Stessi tempi anche per Self trade, mentre per Imiweb, dove è già attivo il servizio di alert via telefonino, i tempi saranno leggermente più lunghi.
Ma quasi tutti i big del settore si stanno movendo in questo senso.
«Da tempo si parlava di una possibile introduzione dell’ordine erp direttamente da parte di Borsa italiana, visto che le cose andavano per le lunghe, abbiamo esplicitamente chiesto una dichiarazione in merito al consiglio di Borsa», commenta Alessandro Fabbri, amministratore delegato di Directa sim.
«La risposta è stata che fino a giugno 2002 la società che gestisce le contrattazioni in Italia non ha intenzione di inserire nella sua piattaforma questo tipo di ordine. Dopo questa dichiarazione abbiamo deciso di implementare direttamente il servizio, visto le numerose richieste che ci sono state fatte dai clienti. Al momento, però, è presto per dire quando lo offriremo al pubblico».

Dello stesso tono anche la risposta di Fineco. «Stiamo sviluppando una soluzione evoluta per la gestione degli avvisi e degli ordini automatici, con funzionalità di stop loss e take profit. Molti nostri clienti ci hanno chiesto questo tipo di ordini e, come sempre, il nostro obiettivo è fornire un servizio integrato, efficiente ed economico. È opportuno sottolineare che la gestione degli automatismi risulta particolarmente delicata nel caso di un operatore che, come Fineco, processa ogni giorno circa il 15% di tutti gli ordini della borsa italiana. Per questo preferiamo non indicare una data precisa per il rilascio e dedicare ogni attenzione allo sviluppo e al testing del servizio».

Conferme su questa tendenza anche da Xelion e Intesatrade. Alessandro Prampolini, direttore generale del trading online del gruppo Intesa, sottolinea che «per ora il sistema di stop loss non è presente sul nostro sito e non sembra che i nostri clienti spingano in modo particolare per averlo. Nonostante ciò il progetto per l'implementazione di questo servizio e già stato costruito e il rilascio potrebbe avvenire a breve».

Ma non sono solo i grandi che si attrezzano per servire questo tipo particolare di ordini alla clientela.
«Sono giunte parecchie richieste anche a noi», dichiara Paolo Barazzuol di Sogedi sim.
«Il servizio sarebbe anche disponibile, ma abbiamo deciso di non metterlo a disposizione della clientela in quanto stiamo effettivamente valutando la sua utilità».

Anche Onbanca, la web bank del gruppo Montepaschi, conferma che alcuni clienti esprimano interesse per questo servizio, ma la scelta di sviluppare un servizio di trading on-line evoluto, sia sul piano tecnologico sia su quello della qualità del servizio, è ricaduta su Consors online broker sim, la società nata dalla joint venture con Consors discount broker.

C’è anche chi sta già guardando oltre: Twice sim.
«Stiamo lavorando sul conditional order, ossia sulla possibilità di immettere un ordine su un titolo che viene inviato al mercato all’avvenimento di fattori esterni alla semplice oscillazione del prezzo del titolo (ad esempio immetti l’ordine di vendita del titolo X se il Nasdaq raggiunge il valore Y, ndr)», spiega il vice direttore generale Enrico Bellazzi.

Problemi tecnici
Rifacendosi a quanto detto da Fabbri occorre tenere in considerazione che, essendo le stesse sim o banche a gestire il sistema degli ordini con stop loss o take profit, risulta più complesso il processo di implementazione.
Come cerca di spiegare il trader Marco Baldisserotto.
«La qualità di questo servizio è misurabile esclusivamente dal tempo che intercorre tra l'esecuzione del primo prezzo stop e l'arrivo sul mercato dell'ordine. Quindi si deve considerare il differimento con cui la sim riceve i prezzi e i tempi necessari per l'attivazione, l'invio e la ricezione da parte della borsa dell'ordine. Questo ritardo, che evidentemente sarebbe praticamente nullo se l'ordine fosse gestito dalla borsa, genera il cosiddetto slippage, cioè la differenza tra il prezzo di esecuzione ed il prezzo stop, che, in media, è direttamente proporzionale ai tempi di invio. La mia opinione è che l'ordine stop non viene offerto dalla stragrande maggioranza dei fornitori di tol proprio perché non si sentono nella condizione di poter garantire la corretta e costante operatività».

Una conferma di queste affermazioni arriva anche da un esperto del settore: Fabio Pedroni, responsabile del prodotto di We@bank.
«Il problema sta nell’interfacciare la nuova procedura con quelle preesistenti. Questo risulta più difficile per le banche in quanto il software per l’immissione di ordini è abbastanza rigido e difficile da modificare».