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Tecnologia push, book a 5 livelli , pivot low, tecnica di demark, livello di resistenza;
terminologia astrusa fino a poco tempo fa, oggi rientra nel vocabolario di molti risparmiatori
contagiati dalla febbre del trading on line e seguaci convinti di una "nuova religione"
che passa sotto il nome di analisi tecnica.
Chi di noi, parlando con l'amico al bar davanti a una tazzina di caffè o a volte con i
nostri stessi clienti, non si è sentito un pò out ascoltando le imprese di veri e propri
"fenomeni" che la sera a casa o nei ritagli di tempo hanno realizzato grosse perfomance
sul mercato azionario facendo del trading ? ( è altrettanto vero che nelle fasi di mercato
negative le stesse persone tornano a parlare del tempo e di calcio evitando accuratamente
l'argomento borsa!).
Quindi in futuro ci trasformeremo tutti in piccoli geni della finanza e passeremo le nostre
giornate davanti a un video comprando e vendendo freneticamente titoli?
Personalmente sono convinto che la maggioranza degli italiani verrà coinvolto dal
fenomeno t.o.l. ma in modo molto soft. Molti di loro infatti non hanno tempo e penso
neppure interesse ad operare in modo aggressivo sulla totalità del proprio capitale.
Sicuramente questa tendenza in atto del " fai da te" mette in discussione maggiormente
figure come l'addetto titoli dello sportello bancario rispetto alla nostra ma rimane pur
sempre una realtà con cui il promotore deve confrontarsi.
Il t.o.l. infatti si sta sviluppando rapidamente e fa proseliti anche tra i risparmiatori
meno attivi del day-traders ma certamente più fedeli di questi ultimi.
Chi opera assiduamente infatti è sempre alla ricerca del broker con l'offerta del giorno più
allettante e non è raro il caso in cui gli stessi aprono più posizioni presso diversi
intermediari volando come un'ape di fiore in fiore.
Il business in sè quindi non è in discussione e dopo una partenza in sordina, oggi non è
azzardato ipotizzare una diffusione futura pari almeno a quella avuta in Germania
dove si può realmente parlare di vero e proprio boom.
Nel contempo si nota come sempre più italiani richiedano consulenza, informazioni e siano
anche un pò disorientati da tante novità; la stragrande maggioranza dei risparmiatori dovrà
comunque rivolgersi a un P.F. per formulare una corretta asset allocation con un adeguato
grado di rischio ed in particolare un chiaro orizzonte temporale dei propri investimenti.
A volte pur disponendo l'investitore di buone conoscenze tecniche necessita ugualmente
dell'aiuto di un professionista preparato per gestire al meglio i propri soldi.
L'approccio razionale con cui opera il P.F. riesce infatti a fare da filtro all'emotività che,
in fasi di mercato turbolente, è sempre cattiva consigliera.
Bisogna altresì rilevare che nel nostro paese parlare di asset allocation e investimenti
che non prevedano un breve arco temporale, con il risparmiatore medio, non sortisce un buon
effetto.
Non a caso una battuta che circola a riguardo è che da noi l'investimento di lungo periodo
è un' operazione di trading andata male. Nell'operatività giornaliera nulla vieta che
il risparmiatore in autonomia possa scegliere di destinare una piccola parte del proprio
patrimonio complessivo ( 5%-10% ) a questa formula d'investimento divertendosi, per così
dire, a investire in prima persona nei singoli titoli azionari senza per questo minare
l'impianto di asset allocation inizialmente prescelto in base alle sue esigenze ed obbiettivi.
Teniamo sempre ben presente che autorevoli studi effettuati negli Stati Uniti, in un mercato quindi molto evoluto
e patria forse dei migliori gestori professionali, hanno evidenziato come nel lungo periodo
sia molto più redditizio mantenere nel tempo le scelte di ripartizione del proprio patrimonio
in base al grado di rischio calcolato indifferenti agli alti e bassi del mercato piuttosto che
fare del trading spinto alla ricerca ossessiva della performance di breve periodo.
Il trading on line quindi, pur avendo buone probabilità di diffondersi in modo capillare,
non potrà creare seri ostacoli alla nostra attività o nel rapporto con i nostri clienti.
Sono anzi convinto che farà crescere sempre più nel risparmiatore una forte domanda di
consulenza e la richiesta di un servizio sempre più completo e professionale, istanze alle
quali il P.F. dovrà dare risposte esaustive.
Questo fenomeno è una delle molle che ha spinto le banche a rivoluzionare il loro approccio
al mercato, le ha messe in concorrenza tra loro e sta certamente cambiando il rapporto
cliente-istituzione bancaria.
Per noi promotori invece, la "minaccia" viene da una novità per certi versi contigua al
trading online anche se diversa come filosofia di fondo. Sto parlando della distribuzione
sempre on line di fondi, sicav, polizze previdenziali, unit e index linked.
In questo caso chi viene messo in discussione siamo proprio noi P.F. ( non nel senso che
siamo destinati all'estinzione, anzi!). Certamente , in un futuro prossimo, questo trend
cambierà faccia alla nostra professione e imporrà non pochi cambiamenti nel nostro rapporto
con la clientela.
Ma questo è un altro argomento che svilupperemo più analiticamente nel prossimo incontro.
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