La banda larga
(Angelo D'Agnano , 19-1-2001)
DEFINIZIONE
Senza cercare di approfondire le ragioni per cui si utilizza questa definizione, per banda larga si intende la capacità di trasmettere dati ad alta velocità.
Dal punto di vista pratico quindi per *banda* si intende la velocità massima di trasmissione utilizzando un determinato supporto. Si può pensare ad essa come la larghezza di un'autostrada che è destinata ad essere percorsa da dati, più è larga, maggiore è la quantità di dati che essa è capace di far transitare nell'unità di tempo.
Tutti noi siamo avvezzi a terminologie riguardanti la velocità di connessione alla rete e sappiamo che, ad esempio, una connessione ISDN e *più veloce* di una normale connessione analogica, in realtà ciò che differenzia i due tipi di connessione è appunto la larghezza di banda.

Sì, va bene, ma in borsa che c'entra la larghezza di banda?
In realtà c'entra da due punti di vista:

  1. Una banda più larga consente di trasmettere dati più velocemente e quindi permette di realizzare applicazioni altrimenti neanche ipotizzabili. Esempio: TV via internet, applicazioni distribuite (ricordate l'idea di NetPC, nessun disco rigido, le applicazioni le scarica da internet come se le leggesse da un disco).
  2. L'invenzione di tecnologie che meglio sfruttano la banda messa a disposizione dai supporti attualmente in uso ed il loro brevetto possono fruttare un patrimonio. Es. Qualche anno fa Telecom iniziò il cablaggio a fibre ottiche delle maggiori città (se ricordo bene il progetto si chiamava Socrate), l'invenzione della tecnologia ADSL che permette di raggiungere *quasi* le stesse performance su normale doppino telefonico (tipo quello che abbiamo in casa) ha, di fatto reso antieconomico procedere ed il progetto è naufragato. Sarebbe interessante prendere in considerazione le aziende quotate che potrebbero essere legate all' argomento.
AZIENDE IMPLICATE NEL BUSINESS DELLA BANDA LARGA
Attualmente le direttrici di sviluppo nella tecnologia Broadband (come dicono gli anglosassoni) sono 2:
  • cablaggio in fibra ottica delle aree metropolitane (utilizzo di vecchia tecnologia con nuovi supporti);
  • ottimizzazione delle infrastrutture esistenti (utilizzo di supporti tradizionali con tecnologie nuove): ADSL (asymmetric digital subscriber line), VDSL (Very high bit-rate Digital Subscriber Line), ecc..
La posa in opera di fibre ottiche riguarda, per il momento, le grosse aree metropolitane dove l'elevata densità di popolazione permette di minimizzare il rapporto costo/utenti raggiunti.
In considerazione degli ingenti capitali necessari per questo genere di attività, in questa direzione si muovono principalmente *i grossi*: Telecom, E-Biscom, Acea solo per fare alcuni nomi.

L'ottimizzazione delle infrastrutture esistenti riguarda sia i padroni delle infrastrutture (sempre loro: Telecom, Enel ecc.) sia piccole società *di cervelli* che studiano come spremere il massimo (in termini di banda ovviamente) dall'enorme mole di fili che entrano nelle nostre case: telefono, elettricità, televisione (in alcuni paesi diffusa la televisione via cavo).
Non conosco aziende italiane che operano specificamente in questo campo, all'avanguardia mondiale ci sono aziende israeliane ed americane come, ad esempio, la Orckit Communications (quotata al NASDAQ: ORCT).

In ultimo, in questo ambito, grazie alla diffusione che negli ultimi anni ha avuto la TV satellitare digitale, qualcuno ha pensato di estendere al mercato consumer (quello degli utenti finali), qualcosa fino a pochi mesi fa appannaggio delle grosse organizzazioni: la trasmissione di dati via satellite. In realtà, riguardo al futuro di questa applicazione sono scettico: man mano che gli utenti aumenteranno sarà difficile, allo scopo di tenere alte le Prestazioni, mettere in orbita satelliti con lo stesso ritmo.
Protagonista di questo tipo di applicazioni è NetSystem che sfrutta la copertura dei satelliti ASTRA.