L'oggetto e il tipo delle transazioni
Come funzionano le transazioni
Facciamo il caso del cliente che vuole acquistare un milione di dollari e dà l'ordine alla banca.
L'operatore della sala cambi è a conoscenza del cambio dollaro/lira; per eseguire la transazione può telefonare a un'altra banca e chiedere a che cambio sono disposti a vendere un milione di dollari, oppure chiedere a un broker (è un intermediario che raccoglie ordini di acquisto e vendita cercando di farli incontrare) a che cambio con la lira vengono offerti i dollari in quel momento.
Se il cambio è in linea con quello indicato dal cliente la transazione viene conclusa e può avere inizio l'esecuzione pratica: il compratore di dollari deve indicare dove vuole la consegna della valuta (per esempio sul proprio conto nella filiale di Londra di una banca americana), mentre il venditore indica su quale conto in lire accreditare l'importo, presumibilmente tramite una banca italiana.
Il cliente della banca si trova quindi addebitata la somma sul conto corrente in lire e accreditato il corrispondente importo sul conto in dollari.
Tipologia delle negoziazioni
L'operatore che agisce sul mercato dei cambi può scegliere tra contratti a pronti (spot) e contratti a termine (forward) e, a seconda delle proprie aspettative, assumerà una posizione rialzista (acquistando per esempio dollari e vendendo lire) oppure ribassista (in questo caso venderà dollari).
Da un punto di vista teorico la caratteristica dei contratti spot consiste nella consegna immediata e reciproca degli importi negoziati.
La consegna avviene dopo due giorni lavorativi rispetto alla data di stipulazione della transazione: in pratica quindi i conti utilizzati per il regolamento dell'operazione ricevono la valuta nel secondo giorno successivo a quello della negoziazione.
La transazione a termine
In alternativa l'operatore può eseguire la transazione stabilendo una data di consegna e di pagamento dei dollari più differita nel tempo, nel qual caso la transazione viene definita a termine.
In questo caso il cambio stipulato è leggermente diverso da quello per la transazione a pronti.
Le transazioni di origine finanziaria e la speculazione
Il funzionamento delle transazioni in cambi legate alle transazioni commerciali e di quelle legate agli investimenti in titoli esteri è simile: in entrambi i casi è necessario comprare valuta estera per acquistare merci o azioni estere e basta dare all'intermediario l'ordine di acquistare la valuta e di addebitare il controvalore nel conto corrente in lire perché l'operazione si chiuda.
Esiste però un altro genere di operazioni che è indipendente dalle transazioni commerciali e dagli acquisti e vendite di titoli esteri. Si tratta dell'attività speculativa, non solo appannaggio delle banche, ma anche di privati.
Anche l'investitore che compra per esempio azioni statunitensi può essere spinto dalla convinzione che non solo salga il valore in dollari di tali azioni, ma anche il valore del dollaro rispetto alla lira: quindi specula anche sul cambio.
L'unico modo per puntare solo sul rialzo delle azioni sarebbe quello di vendere a termine i dollari al momento del loro acquisto per pagare le azioni quotate a Wall Street.
In caso contrario l'investitore sta in realtà scommettendo sul rialzo del dollaro e può essere quindi annoverato fra gli speculatori in cambi.