PROCESSO AI COVERED WARRANT.
Istruzioni per l'uso - (B&F, 28-10-2000)
Prospetti al setaccio
Un prospetto informativo sui covered warrant si divide in tre sezioni: la prima contiene le avvertenze per l'investitore; la seconda è dedicata alle informazioni sull'emittente; la terza offre le informazioni sui cw emessi e contiene il regolamento dell'emissione, composto da una decina di articoli. Dalla A alla Z, ecco tutti i punti da tenere d'occhio.
"A" come Adatti per i cw
La primissima cosa da fare è valutare se si è investitori adatti per i cw. L'acquisto di un'opzione, infatti, è un investimento "altamente volatile ed è molto probabile che l'opzione giunga a scadenza senza alcun valore". In questo caso, l'investitore avrà perso l'intera somma investita, più le commissioni.
"B" come Book deserto
Il market maker non sempre garantisce i suoi obblighi di quotazione fino a scadenza. Attenzione, quindi, perché nei giorni precedenti alla scadenza del cw può accadere che il book sia deserto e non sarà a quel punto più possibile vendere il proprio titolo. A parte le diverse politiche in proposito delle società emittenti, anche "impedimenti di carattere tecnico o cause indipendenti dalla propria volontà" potrebbero rendere temporaneamente latitante il market maker su uno o più cw.
"C" come Cambio
Quando il sottostante è in valuta diversa dall'euro, è necessario mettere in conto il rischio cambio. Nel prospetto, è indicato quale sarà il cambio di riferimento per la conversione del differenziale, ovvero della somma liquidata all'investitore in caso di esercizio del cw.
"C" come Commissioni
Solitamente non sono previste da nessun emittente commissioni di esercizio del cw.
"D" come Dove e in quanto tempo si muove il sottostante
Se la prima regola è valutare se si è adatti per un investimento in cw, la seconda è valutare attentamente lo strike e la scadenza del covered warrant.
"E" come Esercizio automatico
La Borsa ha recentemente introdotto una novità importante: l'esercizio automatico a scadenza per tutti i warrant. Se un cw è in the money, l'investitore ha vinto cioè la sua scommessa rialzista o ribassista sul sottostante, non si correrà più il rischio di ritrovarsi con carta straccia nel caso in cui ci si dimentichi di esercitarlo a scadenza. Attenzione, tuttavia, poiché l'esercizio automatico vale soltanto per le nuove emissioni e non anche per quelle già in circolazione. A meno che l'emittente, come è il caso di Citibank, non abbia reso retroattiva la novità dell'esercizio automatico.
"G" come Grafici
Guardare i grafici relativi al sottostante dà un'idea di come questo si è comportato in passato e sulla sua volatilità storica. Certo, non vi è alcuna certezza che in futuro il sottostante si muova negli stessi range del passato, ma si tratta comunque di un'indicazione utile e soprattutto di immediata lettura.
"G" come Glossario
Ogni emittente ha il suo glossario. Un esempio tipico è il numero di azioni controllato da ogni cw che alcuni chiamano multiplo, altri ratio, altri parità, altri ancora moltiplicatore. Anche per lo strike si usano espressioni diverse: prezzo base, prezzo di esercizio e via dicendo.
"I" come Irrevocabilità dell'esercizio
Per esercitare un cw, in alcuni casi, ci vogliono due giorni. Per ottenere la somma liquidata, solitamente, cinque giorni. Alcune società, però, hanno tempi diversi. Attenzione, quindi, alle "modalità di esercizio" contenute nel regolamento. Per esercitare il cw oggi, ad esempio, sarà necessario compilare un modulo, solitamente allegato al prospetto, e inviarlo alla propria banca entro una certa ora, che varia da emittente a emittente. A quel punto non si potrà tornare più indietro, perché la richiesta di esercizio è irrevocabile. Diverso dal giorno di esercizio, è il giorno di valutazione, in cui viene rilevata la quotazione del sottostante per liquidare il differenziale all'investitore. Lo sfasamento temporale tra i due momenti può comportare variazioni della somma liquidata all'investitore. Ne consegue, inoltre, che se occorrono due giorni, al più tardi un cw può essere esercitato il giorno prima della scadenza. Questo vale soprattutto per i cw emessi prima dell'introduzione dell'esercizio automatico. Se infatti un investitore fa male i suoi calcoli relativamente ai due giorni necessari per l'esercizio, rischia di ritrovarsi in mano carta straccia.
"M" come Modulo di trasmissione
La trasmissione del modulo di esercizio può avvenire in diverse forme che rendono l'esercizio di un cw più o meno agevole per l'investitore. Ogni società emittente prevede un iter differente, ma la trafila è sempre piuttosto articolata e un errore può anche costare l'invalidazione del cw.
"N" come Numero massimo di lotti esercitabili
Se si possiedono più lotti di un cw, si deve tenere presente che non si può esercitare un numero di titoli inferiore al lotto minimo e che bisogna rispettare i multipli interi di quest'ultimo.
"O" come Operazioni straordinarie e modifiche dello strike
Durante la vita di un cw possono variare sia lo strike, sia il sottostante, sia il multiplo. La parte del prospetto dedicata a questo argomento, contenuta nel regolamento, oltre a essere la meno omogenea tra gli emittenti è anche quella che crea maggiore confusione tra gli investitori. I quali, in presenza di operazioni straordinarie della società, finiscono spesso per reclamare modifiche di strike alle quali non hanno invece diritto.
"P" come Punto di pareggio
Per uscire a pari da un investimento in cw, occorre riprendersi almeno il capitale investito. Nel prospetto è indicato come calcolare il cosiddetto "punto di pareggio", ovvero il livello che l'azione sottostante deve toccare a scadenza affinché la somma liquidata (il differenziale) sia uguale al capitale investito. La formuletta è davvero semplice e consente di valutare l'acquisto di un cw con un maggiore realismo sulle aspettative di rialzo (o di ribasso) del sottostante.
"R" come Ritiro del cw
Forse non tutti sanno che un cw può essere "ritirato" dall'emittente, prima che giunga a scadenza. Questo succede in presenza dei cosiddetti eventi straordinari che colpiscono il sottostante. Il valore del rimborso è a discrezione dell'emittente.
"S" come Solo denaro a scadenza
Un cw differisce da un warrant per due ragioni: la prima è che l'emittente non è lo stesso del sottostante. Per esempio: un cw su Fiat è emesso da Unicredito, mentre un warrant su Fiat è emesso dalla Fiat stessa. La seconda differenza è che in caso di esercizio il warrant dà diritto alla consegna di azioni, mentre il covered warrant dà diritto alla liquidazione per contanti di una somma di denaro. E' il cosiddetto differenziale, dato dalla differenza tra il prezzo dell'attività sottostante al momento dell'esercizio e lo strike price moltiplicata per il multiplo.
"S" come Spostamento della data di valutazione
E' possibile che il giorno di valutazione sia spostato anche oltre il giorno successivo alla richiesta di esercizio. E' il caso in cui l'azione sottostante è sospesa in Borsa e non è quindi possibile rilevarne la quotazione. Il giorno di valutazione può essere differito anche oltre la data di scadenza, ma, di solito, non oltre 10 giorni.
"T" come Tassazione al 12.5%
Il differenziale liquidato in caso di esercizio di un cw è soggetto a una tassazione del 12.5%. Anche il corrispettivo in caso di vendita sul mercato del cw è tassato con la stessa aliquota. Come base imponibile, in entrambi i casi, si considera la somma incassata al netto di quella pagata per l'acquisto del titolo.
"V" come Variabili che incidono sul prezzo
Il cw si concepisce spesso come uno strumento finanziario legato esclusivamente al movimento del sottostante. In realtà il suo prezzo dipende da altre quattro variabili: la vita residua del titolo, il tasso di interesse, il rendimento atteso e la volatilità.