Aree geografiche di riferimento
Definiscono le aree geografiche in cui per mandato è possibile investire. Definite le aree
geografiche è possibile scegliere i titoli da inserire. Tali titoli si distinguono per il
paese di emissione e per la divisa di espressione.
Asset allocation
Suddivisione strategica del portafoglio del cliente in tante parti tali da permettere al
gestore di avvicinarsi al benchmark oppure di batterlo (a seconda le la gestione è attiva o
passiva). Tale suddivisione strategica si opera in due ambiti, per divisione valutaria e per
divisione tra azioni e obbligazioni. In aggiunta, nell'ambito delle azioni si opera una
diversificazione settoriale e, nell'ambito delle obbligazioni si opera una diversificazione
di duration (ovvero di scadenza del titolo).
Attività dinamica
La differenza tra la composizione del portafoglio effettivo e quello benchmark deve essere
giustificata dalla ragionevole attesa che con il primo si possa conseguire un risultato
migliore di quello realizzabile con il secondo. Il gestore opera le scelte gestionali in base
ad una filosofia operativa che può essere passiva (replicare il benchmark) oppure attiva
(cercare di far meglio). Se l'atteggiamento è passivo, lo sforzo è diretto a minimizzare le
differenze tra il portafoglio benchmark e quello effettivo; altrimenti, la bravura del gestore
sta proprio nel differenziare le scelte operative, rispetto a quelle indicate dal modello
teorico, al fine di ottenere risultati migliori: amplificare gli utili nei rialzi, minimizzare
le perdite durante i ribassi.
Benchmark Parametro oggettivo di riferimento per il singolo investimento. Tale parametro è coerente con i rischi connessi all'investimento e serve per commisurare i risultati della gestione.
Comune utilizzo
L'utilizzo di indici di riferimento offre al marketing un criterio di valutazione oggettivo e
trasparente. Nella definizione presentata dalla Consob si parla di "comune utilizzo" nell'ambito
della comunicazione alla clientela, intendendo che si deve trattare di un indice pubblicato
sistematicamente e di facile accesso, perché deve avere una base di consenso:
esso infatti consente all'investitore di misurare i risultati ottenuti dal proprio portafoglio
finanziario, in particolare, consente di giudicare l'efficacia di un gestore.
Duration E' un numero (anni e mesi o frazione di anno, a seconda della convenzione)
che esprime l'orizzonte temporale in cui il rischio di capitale (se i tassi salgono il prezzo
delle obbligazioni a tasso fisso scende e si consegue una perdita) e quello di reddito
(se i tassi scendono la liquidità proveniente dalle cedole obbligazionarie, investita a tassi
correnti, rende meno) sono in equilibrio. Più lunga è la duration, più si deve attendere per
ottenere il reddito sperato: in altri termini, la duration consente di effettuare un confronto
tra tutte le tipologie di obbligazioni, evidenziando quelle meno rischiose (duration breve)
e quelle più rischiose (duration lunga). Viene effettuata una distinzione schematica in tre
fasce: meno di 1 anno, tra 1 e 3 anni, sopra i 3 anni.
Esigenze del cliente
Ogni cliente ha delle esigenze specifiche precise che lo differenziano dagli altri. Il buon venditore è colui che sa identificare quali sono le priorità, i desideri e le esigenze legati ai valori personali del cliente per potergli offrire un prodotto che realmente rispecchia le sue aspettative. Per esempio, ci sono clienti che accettano il rischio perché vogliono guadagnare molto e altri che preferiscono la tranquillità e quindi si accontentano di risultati meno evidenti. Una precisa caratterizzazione del profilo di rischio e dell'ottica temporale consentono di identificare le caratteristiche del prodotto più adatto al cliente. La caratterizzazione del profilo di rischio e dell'ottica temporale avvengono da parte del venditore attraverso un'adeguata intervista al cliente.
Fissato bollato Documento che non viene più utilizzato. In passato era un documento sul quale l'agente di cambio redigeva il contratto di borsa, i cui estremi aveva preventivamente annotato sui foglietti interinali (staccati da un apposito "carnet" chiamato in gergo taccuino delle fiches, utilizzati dagli agenti di borsa per una prima registrazione dei contratti, prima di dar luogo alla loro stesura definitiva sul fissato bollato). La consegna, al cliente, del fissato bollato era preceduta dall'invio dell'eseguito (foglietto che conteneva gli estremi di un contratto di borsa, che l'agente rilasciava al cliente in attesa di rimettergli il fissato bollato; si diceva "dare l'eseguito" per indicare la comunicazione con la quale l'agente di cambio informava il cliente di aver stipulato il contratto che gli era stato commissionato).
Futures
Contratto uniforme a termine su strumenti finanziari con cui le parti si impegnano,
alla scadenza, a scambiarsi un certo quantitativo di valori mobiliari a un prezzo stabilito,
ovvero nel caso dei futures su indici, a liquidarsi una somma determinata come prodotto tra il
valore assegnato convenzionalmente a ciascun punto dell'indice e la differenza tra il valore
dell'indice stabilito alla stipula del contratto e il valore assunto dall'indice il giorno di
scadenza.
Indicatori
Gli indicatori, ovvero indici che si utilizzano per la costituzione del benchmark, servono come
strumenti per confrontare andamenti di diversi mercati (base rischio-rendimento) e servono come
indicatori della performance di mercato e dei suoi sviluppi. Possono essere azionari o
obbligazionari.
Mercati Regolamentati
Secondo la direttiva comunitaria sui servizi di investimento, per mercato regolamentato si
intendono questi mercati di strumenti finanziari iscritti in appositi elenchi redatti dagli
Stati membri della Comunità, con funzionamento regolare, disciplinati da un regolamento
contenente le condizioni di funzionamento, di accesso al mercato e di ammissione alla quotazione,
nonché in regola con i requisiti di trasparenza e di comunicazione da parte degli intermediari
specificati nella direttiva.
Minusvalenza
Differenza negativa fra due misurazioni differenti del valore economico di uno stesso bene. I valori confrontati devono avere natura economica e devono essere riferiti allo stesso bene. Il concetto è essenzialmente contabile.
Monitoraggio fiscale
Tale disciplina, regolata dalla l. 4 agosto 1990 n. 227, viene modificata al fine di realizzare un controllo effettivo dei redditi di capitale e diversi, attraverso una più precisa individuazione sei soggetti tenuti ad effettuare le rilevazioni e le operazioni che dovranno essere soggetto di segnalazione.
Obiettivi d'investimento
Identificano che cosa ci si prefigge attraverso un certo investimento: es. mantenimento del capitale, andamento costante nel tempo in vista di un guadagno sul lungo periodo, incremento in periodo breve oppure disponibilità di tempo più lungo allo scopo di ottenere i risultati desiderati.
Options
contratto uniforme a termine su strumenti finanziari con il quale una delle parti, dietro
pagamento di un corrispettivo (premio), acquista la facoltà di ritirare (call option) o di
consegnare (put option), entro la data di scadenza, un certo quantitativo di valori mobiliari a
un prezzo stabilito (prezzo di esercizio), ovvero, nel caso di option su indici, di incassare
una somma determinata come prodotto tra il valore assegnato convenzionalmente a ciascun punto
dell'indice e la differenza tra il valore dell'indice stabilito alla stipula del contratto e il
valore assunto dall'indice il giorno in cui la facoltà viene esercitata.
Si distingue un tipo di option europea, che può essere esercitata soltanto alla data di scadenza,
e un tipo di option americana, che può essere esercitata in un momento qualunque tra la data
di acquisto e quella di scadenza.
Ottica temporale
Evidenzia la propensione del cliente a detenere l'investimento senza riduzioni del capitale
impegnato. L'ottica si distingue in breve (fino ad un anno/un anno e mezzo); media
(dall'anno e mezzo ai tre); lunga (oltre i 3 anni). Ottica temporale e profilo di rischio
sono strettamente collegati poiché con il prolungarsi del periodo di mantenimento di un
investimento si riducono anche i rischi connessi e aumentano le possibilità di guadagno.
Plusvalenza
Differenza positiva fra due misurazioni differenti del valore economico di uno stesso bene. I valori confrontati devono avere natura economica e devono essere riferiti allo stesso bene. Il concetto è essenzialmente contabile.
Private Banking
Il termine si riferisce a tutti i servizi che l'intermediario finanziario può offrire al privato.
E' uso utilizzare questo termine per indicare le proposte indirizzate alla clientela di alto
livello. Il Private Banker deve essere in grado di offrire un servizio completo di
gestione patrimoniale, unito a un'assistenza legale e tributaria, al fine di pianificare
tutto il patrimonio anche dal punto di vista fiscale e ereditario. Per quanto riguarda la
gestione dei patrimoni, il Private Banking opera in modo tale da trattare la singola pratica
diversamente dalle altre, curando i singoli investimenti attraverso azioni quotidiane,
indipendentemente dall'importo del capitale. Non viene effettuata una gestione centralizzata
delle pratiche. Normalmente, le gestioni Private Banking hanno un livello di accesso molto
più consistente delle gestioni patrimoniali ordinarie, aggirandosi intorno a qualche centinaio
di milioni.
Profilo di rischio Evidenzia la situazione di rischiosità di un investimento.
Il rischio può essere dato dai tipi di titoli o fondi che si inseriscono in portafoglio
(azioni piuttosto che obbligazioni), dallo specifico tipo di rischiosità del valore
(azioni di società soggette a sbalzi di valore oppure con quotazioni più stabili),
dal rischio di cambio in cui è espresso un singolo titolo (che dipende strettamente dal valore
della divisa in cui il titoli in questione viene emesso), dal rischio paese (legato
all'andamento economico generale del paese a cui appartengono i singoli titoli presenti in
portafoglio).
Regime opzionale Si intende che la possibilità di riporto delle minusvalenze vale anche nel caso di interruzione del rapporto di gestione. Il contribuente ha la facoltà di compensare tali minusvalenze nell'ambito degli altri regimi di tassazione. In particolare, il risultato di gestione si determina sottraendo dal valore del patrimonio gestito al termine di ciascun anno solare, al lordo dell'imposta sostitutiva, aumentato dei prelievi e diminuito dei conferimenti effettuati nell'anno, i redditi maturati nel periodo e soggetti a ritenuta, i redditi esenti o comunque non soggetti ad imposta maturati nel periodo, i proventi derivanti da quote di organismi di investimento collettivo (soggetti ad imposta sostitutiva) nonché da fondi comuni di investimento immobiliare ed il valore del patrimonio stesso all'inizio dell'anno.
Rendiconto Si compone sempre almeno della situazione patrimoniale e dell'estratto conto. La situazione patrimoniale esprime il valore, a fine periodo, del patrimonio del cliente; vengono forniti i valori dei titoli e diritti pertinenti al cliente nonché l'ammontare delle disponibilità liquide a lui riferibili. Le modalità di valutazione del patrimonio ai fini del rendiconto sono indicate nel prospetto informativo. L'estratto conto riporta l'elencazione, in ordine cronologico, di tutte le operazioni effettuate nel periodo di riferimento (mese o trimestre) con l'indicazione delle relative condizioni di negoziazione (importo prezzo e valuta). Vengono altresì evidenziati gli eventuali dividendi, interessi ed altri proventi incassati, le commissioni e le spese addebitate, i versamenti e i prelievi con le date di movimentazione e le relative valute.
Rendimento Reddito derivante da un investimento espresso in percentuale del capitale investito. Nel caso di un titolo a reddito fisso, si distingue il rendimento immediato, ossia il rapporto tra il valore della cedola e il prezzo pagato per il titolo (che può essere alla pari, oppure sopra o sotto la pari) e il rendimento effettivo che tiene conto anche della differenza tra il prezzo pagato per il titolo e il prezzo di rimborso alla scadenza.
Rischi connessi all'investimento
Un investimento è più o meno rischioso a seconda di quelli che sono i titoli presenti in
portafoglio (obbligazioni, azioni, fondi), dalla caratterizzazione geografica dei titoli
in questione, dalla divisa in cui tali titoli sono espressi e dalla duration.
L'investimento in borsa non è mai senza rischi e non è possibile garantire un risultato o fare
previsioni precise.
Rischio finanziario Comporta anche la distinzione tra rischio di capitale e rischio di reddito. Il rischio di capitale è quell'elemento che grava sul valore di mercato di un bene (quando esiste un prezzo corrente e l'investitore può smobilizzare l'investimento al prezzo di mercato, che non può essere noto in anticipo). Il rischio di reddito incombe sul flusso di reddito atteso da un investimento (ad esempio, le cedole dei titoli obbligazionari). Il rendimento di un impiego può essere visto come la risultanza di queste due componenti, combinate in misura diversa, a seconda dei casi. Un ritorno da capitale non esiste, ad esempio, nel caso di prestiti obbligazionari che rendono esattamente il capitale investito, non liquidabili prima della scadenza; diversamente, l'acquisto di azioni comporta un ritorno economico e uno patrimoniale da plus/minusvalenza dei corsi. I due aspetti convivono e contribuiscono entrambi a determinare la misura di rischio/ritorno complessivo: è ovvio infatti che una diminuzione di reddito si ripercuote sul valore corrente dell'attività riducendolo.
Scelta del benchmark
La scelta non è un processo semplice; esistono indici che rappresentano bene un mercato, altri
invece sono obsoleti o rischiano di diventarlo; anche la misura di efficienza di un indice deve
essere attentamente vagliata: la ricerca, in questo senso, è assai attiva, al fine di
individuare panieri (indici) di valori mobiliari che bene descrivano l'andamento di un
mercato.
Servizio di consulenza Servizio che offre ai risparmiatori consigli sulle opportunità di investimento.
Società commissionaria E' una società fra professionisti che acquista e vende titoli, in nome proprio e per conto della clientela, naturalmente dietro pagamento di una provvigione.
Società fiduciarie Organizzazione che si assume il compito di gestire, dietro corrispettivo, il patrimonio del cliente, sia esso mobiliare (per esempio azioni) o immobiliare (per esempio fabbricati). I risultati della gestione vengono portati a conoscenza del cliente attraverso la presentazione di rendiconti periodici.
Soggetto autorizzato Gli intermediari autorizzati dalla Consob, secondo le norme presenti nella legge del 2 gennaio 1991, a svolgere attività di gestione di patrimoni sono le banche, le SIM e società fiduciarie.
Strumenti Derivati
Valori mobiliari derivati dalla contrattazione dei titoli sottostanti. Essenzialmente ,
contratti standardizzati su mercati regolamentati come futures e options su singoli titoli
ovvero su indici, oppure forwards su mercati non regolamentati, swaps su tassi d'interesse.
Swap
Contratto stipulato tra due controparti per lo scambio di due flussi finanziari, secondo schemi
prestabiliti. Currency swap: scambio di flussi finanziari denominati in valute diverse.
E' previsto, oltre allo scambio dei flussi d'interesse, anche lo scambio dei capitali
denominati in valute. Domestic currency swap: contratto a termine in valuta in cui le
controparti si impegnano a ricevere/versare in lire la differenza tra un cambio predeterminato e
il cambio effettivo alla data di scadenza. Interest rate swap: scambio di flussi di pagamento
originati da un prestito a tasso fisso con quelli originati da un prestito a tasso variabile.
Tipologia di investimento Varia a seconda del profilo di rischio e dell'ottica temporale significativi per il cliente: Spazia dalle azioni, alle obbligazioni ai fondi di varia natura azionaria e obbligazionaria.
Valori mobiliari
Termine ormai in disuso e sostituito da "strumenti finanziari" che comprende le azioni, le obbligazioni, i titoli di Stato, le valute.
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